Prendiamo un giorno a caso: oggi.
E prendiamo un luogo a caso: Teatro Ricciardi, Capua.
Prendiamolo ad un orario completamente casuale: 18.00
Ecco cosa accadrà in quelle determinazioni di tempo e luogo. O almeno è quello che scrivono.
Circa 200 alunni verranno premiati per il loro impegno esemplare nello studio. Verrà data loro, udite udite, una medaglia.
Ma questa medaglia non è per tutti uguali, no… questa medaglia può essere d’oro, d’argento o di bronzo.
Un Gran Galà, in cui il vizio dell’apparire è riservato ai soli i quali hanno avuto una media voti l’anno scorso pari o superiore al 7 e 1/2. E ovviamente una medaglia d’oro brilla di più rispetto ad una d’argento, e quest’ultima più di quella di bronzo.
Si consiglia l’abito elegante. Non vogliono straccioni. E mi sembra anche giusto. Se delle duecento persone che saliranno sul palco a ritirare un pezzo di latta perchè hanno fatto quello che hanno scelto di fare nella vita dovesse esserci qualcuno che potrebbe infangare il nome del grande, immenso, elevatissimo Liceo Garofano tutto questo non avrebbe più senso.
No.
Noi dobbiamo essere fieri di appartenere alla nostra scuola, che deve tornare a illuminare le menti.
Abbiamo una tradizione troppo importante per essere pari ad altre scuole, per essere un semplice centro di istruzione e di formazione. Abbiamo poi così tanti soldi che organizzare una messa in scena totale per consegnare dei contentini inutili a persone che non li meriterebbero in un teatro, invitando personalità di ogni tipo, ci sembra la cosa più giusta da fare.
Ma ragioniamo un secondo.
Cosa resterà agli alunni premiati? Un pezzo di metallo colorato e quello che davvero hanno imparato.
E ai genitori? Tanta soddisfazione perchè il proprio figlio ha ricevuto un’onorificenza dalla scuola. Insieme ad altre 200-1 persone.
Cosa agli alunni non premiati? Ad alcuni tanta invidia. Per un pezzo di metallo. Per un posto su un palcoscenico. Per una pergamena. E tutto quello che da invidia può derivare, dimenticando che la scuola non è una fabbrica di voti nè di medaglie.
Ad altri rimarrà un bel “chissene” da pronunciare ad alta voce. Almeno loro sono salvi.
Ai professori? Tanta soddisfazione per i propri alunni. Una così grande soddisfazione perchè il corso Z ha vinto 2 a 0 contro il corso Y ed è stato proclamato il migliore.
E a qualcun altro? E probabilmente a qualcun altro tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta pubblicità.
Eh si perchè non dimentichiamo le tante personalità che saranno presenti ad assistere a questa sceneggiata. Saranno presenti tutti coloro menzionati sopra più ovviamente queste grandi personalità di spicco.
Come se non bastasse tutto questo verrano presentati anche altri spettacoli. Come se 200 (duecento!) alunni meritevoli non fossero già uno spettacolo sufficiente.
Si segnala una coreografia sul movimento finale della nona di Ludwig van Beethoven, detto anche “Inno alla gioia”, il nostro caro inno europeo. Come potevano mancare in questa coreografia delle bandiere? E infatti le bandiere dell’UE allieteranno i nostri occhi e i nostri cuori sul palcoscenico insieme alle note della sinfonia.
La domanda è: vedremo qualcuno commuoversi pensando agli ideali “di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall’Europa“?
Ne dubito. O magari non dovrei. Va di moda sentirsi europei. Fosse solo quello il probema. Va di moda anche sentirsi italiani, meridionali, campani, capuani.
Garofonini.
Che poi cosa significherà questa bandiera?
Cito da Wikipedia:
La scelta della bandiera avvenne tramite un concorso che fu vinto dal disegnatore cattolico francese Arsène Heitz. Il significato della bandiera riprende un’immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell’Apocalisse: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna[1] vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.
Penso che questo si commenti da se.
E ricordate: tutto ciò è più importante di qualunque cosa possiate imparare in questo istituto. Almeno così dicono coloro che danno le medaglie. E coloro che danno le medaglie hanno sempre ragione. Prima legge del Garofano.
Insomma V quest’oggi vuole solo ricordarvi che fra pochi minuti comincerà il Gran Galà dell’apparire.
Un vile cabaret.
Ci son brividi e balletti,
Ci son sorprese e cori!
C’è qualcosa qui per tutti,
prenotate ora!
Ci son scherzi e sketch babbei
Ma nè quattro, o cinque, o sei.
Questo è un lunapark bastardo.
Un Vile Cabaret.
