Archivio per la Categoria Liceo Garofano

Nuovo anno.

Posted in 1, Liceo Garofano, Scuola con i tag on 29 Ottobre 2009 by V

Buonasera studenti e non.

È circa un anno che questo blog non viene aggiornato.

Come prima cosa mi scuso con tutti per l’assenza, che è stata dovuta da cause dipendenti dalla mia volontà e non.

Una serie di sfortunati eventi.

E comunque, rieccoci all’inizio di un nuovo anno scolastico. Un caloroso benvenuto ai nuovi studenti, che prendono parte alla vita scolastica.

Lunga vita al Liceo Garofano, ogni anno migliorato!
Abbiamo televisori, porte scorrevoli, colori sociali, felpe, gadgets,sere di galà con balletti, chi più ne ha più ne metta!
Il tutto con l’invito e con la speranza che tutto ciò sia insieme fumo e arrosto.
Non “non-essere” e apparire, ma essere apparendo!
Il liceo Garofano è il liceo Garofano, poffarbacco!

Questo intervento vuol far anche ricordare cosa è questo blog.
Il mio fine non è quello di mettermi in mostra, quello di andare contro il liceo Garofano o ancor peggio quello di fare l’eroe.
No, il mio scopo è ben diverso.

Il mio compito è quello di farvi svegliare. Farvi svegliare dal torpore quotidiano. Stimolare il vostro pensiero.
Indurvi a riflettere, a pensare, a agire, a non accettare passivamente.
Nessuno vuole una scuola di dormienti, no?

Infine, in periodo di elezioni, agli studenti chiedo poco.
In fondo, solo un po’ onestà intelletuale.
Chiedo di votare secondo coscienza, dopo aver sentito i programmi e giudicati (pietosi come sempre, tra l’altro, ma questa è un’altra storia).
La rappresentanza non è la stupidata che sembra.
È una cosa seria, che puntalmente viene rovinata da quattro pagliacci che vogliono mettersi in mostra.
Solito discorso che si potrebbe fare ogni anno, e casualmente già trattato da me in precedenza.
Le persone serie per fortuna ci sono.
Tenetene conto.
Il liceo è vostro.

Ovviamente il vostro aiuto è preziosissimo.
vvvvvmail@gmail.com

Vostro,
V.

Sangue nella nostra “piscina”

Posted in Liceo Garofano, Scuola con i tag , , , on 22 Ottobre 2008 by V

Bonsoir studenti.

È da un po’ che non ci si sente, vero?

Cosa? Pensavate fossi morto? Già avevate pronunciato tutte le orazioni funebri del caso? Beh, mi dispiace deludervi ma sono ancora qui, per fortuna di alcuni e sfortuna di altri. Del resto non lamentatevi, ve l’avevo detto gia una volta.

Abbiamo dimenticato che nasciamo, ci nutriamo, proviamo sentimenti, ragioniamo.
Ed infine morite.
Io no.

Io sono immortale.

E ve l’ho ribadito anche qualche tempo fa, ricordate? Ci tenevo a farvelo sapere e allora ho sfruttato uno script del vostro instant messenger preferito. Niente di che, solo un avviso. Un richiamo.

State in campana, perché V sta per fare il suo ritorno.

Scusate la maleducazione, non vi ho ancora augurato buon anno scolastico.
Beh, auguro a tutti voi di passare un anno nel migliore dei modi, nel nostro bello e rinnovato istituto, sperando che tutto vada per il verso giusto. In special modo ai nuovi arrivati, i ragazzi di prima. Loro la scuola la vedono per la prima volta e si abitueranno prima a questo nuovo aspetto, lindo e pulito, oserei dire “alberghiero”. Si abitueranno di certo prima di me all’idea delle bandiere fuori scuola, ai manifesti pubblicitari. Per loro questa sarà la posizione di partenza. Per me che in questa scuola ci sto da più tempo è solo una falsa pista, imboccata già da un po’ ormai, e che mostra ora tutta la sua effimerità.
Le risorse noi le adoperiamo in “abiti”, dimenticando del tutto i “monaci”.

Ma hey, non ci stupiamo, ragazzi! Lo sapevamo già, avanti. Ai primini, comunque, e a tutti i nuovi arrivati nella mia galleria, va il consiglio di leggere un po’ di materiale risalente all’anno passato, dove sono spiegate un po’ di cose su di me, su questo blog e su tutto quello che ne consegue.

In particolare la pagina “V” (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/about/) e questi articoli, che se letti con attenzione soddisferanno tutta la vostra sete di informazioni.

Uno su di me (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2007/11/05/remember/)

Uno sulle maschere (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2008/01/24/maschere/)

Uno sul dialogo (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2008/02/07/dialogo/)

Quest’anno poi il nostro liceo si è arricchito di tanto materiale umano che ha scelto una strada diversa da quella scelta da chi di solito popola i nostri corridoi. Sto parlando dei ragazzi del IV ginnasio. Non posso che essere contento di questo innesto. Sarà interessante questa convivenza, a mio avviso. A tutti loro buona fortuna. Spero vi sentiate a casa vostra e che la camera in dotazione sia confortevole.

Επί τύχησι χρηστήσι.

Bando alle ciance e ai convenevoli di rito, non perdiamo tempo.

Il Liceo è in fermento. La scuola sta per essere chiamata a decidere chi avrà l’onore di rappresentarla nel consiglio d’istuto. Si sta per dare il via alle elezioni dei rappresentanti.
La campagna elettorale è già esplosa e ieri mattina si è consumata la classica tragedia che ogni anno si ripete in maniera scontata quando arriva il momento dei discorsi dei candidati.

Una scena imbarazzante.

Parole banali, una dietro l’altra, scontate per di più. Parole memorizzate da altre fonti e che appaiono vuote. Parole dette senza essere state comprese fino in fondo. Il solito disastro. La maggior parte dei candidati è nella ben conosciuta mediocrità, e il motivo della loro candidatura è da ricercarsi nel culto dell’apparenza e in una buona dose di incoscienza. Incoscienza nel senso di “non coscienza”. Perché molti di noi non sono coscienti di quello che sono.

Non sono coscienti di essere studenti.

Basti pensare agli sviluppi dell’assemble plenaria. Finiti i discorsi dei candidati, “ZAC”, sono spariti tutti. O quasi. Si è rimasti come sempre in venti a parlare di scuola. Della scuola di ottocento. Una scuola di cui ci dovrebbe importare, perché è la nostra seconda casa, il posto in cui passiamo più tempo. Noi questa scuola la lasciamo vivere, o meglio la lasciamo morire, così. Senza fregarcene, senza chiederci nemmeno un perché.

Si è parlato della Gelmini, in quella assemblea. Di questa riforma, che rischia davvero di dare il colpo di grazia al moribondo sistema scolastico italiano. Fino a quando non è stata sciolta, in maniera discutibile per di più, anche per il registrato assenteismo. Davvero bello.

Vedete, V è dalla parte degli studenti. E proprio perché è dalla parte degli studenti non può che scagliarsi contro questi non-studenti.

Questo qualunquismo generalizzato è disarmante. È il massacro di se stessi e dei propri obbiettivi. È il messaggio più immediato che arriva della nostra generazione a chi osserva. È la dimostrazione che abbiamo davvero perso di vista cosa significa essere degli studenti.

Quarant’anni fa qualcuno ce l’aveva in mente sicuramente più di noi. Quarant’anni fa qualcuno ha combattuto per ottenere gli stessi diritti che noi stiamo oltraggiando.

Ha sanguinato. E per sanguinare c’è bisogno di qualcosa, amici miei. Non si sanguina per gioco. Non si sanguina per rischio. No.

Noi sguazziamo nel loro sangue. Come in una piscina. E ci giochiamo a palla a nuoto, o ci tuffiamo, o scivoliamo sul fondo. Immaginatela per un attimo, la nostra bella “piscina”. L’atrio, per intenderci. Pieno del sangue dei sessantottini di Valle Giulia. Uno spettacolo sublime. Crudo. Reale. Più che mai.

E allora perdo la flemma che mi contraddistingue, perché davanti a queste cose io non reggo. Mi libero di ogni catena e, dietro questa maschera, comincio ad essere Venereo. E mi fa rabbia che a votare, venerdì, saranno tutti! Non tutti gli studenti ma tutti gli iscritti a questo liceo, che è diverso. Voteranno anche coloro a cui non importa niente. Coloro che quando varcano quel cancello lo fanno senza avere un peso sullo stomaco, senza la consapevolezza che stanno abbandonando la propria scuola al suo destino. E questo mi fa incazzare.

E allora lancio una provocazione.

All’assemblea si dichiari di aderire o meno.
Che passi un foglio per le classi.
E si metta una firma.
Chi non vuole partecipare sarà libero di non firmare ed andarsene nel giorno indicato.
Dopodichè le porte saranno chiuse.
E chi vorrà partecipare lo farà fino in fondo.
E se avrà un impegno urgente faccia come quando ha un impegno urgente nelle ore di scuola.
Si faccia un permesso. Si faccia prelevare dai genitori.

Solo un piccolo particolare: non c’è alcun motivo per utilizzare un impianto in venti persone.

Se gli aderenti all’assemblea saranno così pochi da poter trovare tutti spazio enlla sala proiezioni, beh, che lo facciano. E che le lezioni non si fermino. Non si spieghi. Non si facciano verifiche generali.

Si interroghi. Perché non c’è niente di scritto che impone di fermare le lezioni.
E chi non vuole partecipare alla vita della scuola si assuma le proprie responsabilità fino in fondo. Con onestà. E con consapevolezza almeno della propria scelta.

Se una manovra del genere fosse stata messa in atto ieri, cosa buona e giusta sarebbe stata ridurre gli aventi diritto al voto ai soli aderenti all’assemblea d’istituto. Può sembrare una forzatura ma è una provocazione che vale la pena lanciare. Perché chi non ha interesse nella vita della scuola deve poter esprimere una preferenza? Una preferenza su cosa? Sul jeans che indossa il candidato x? O sul sedere del candidato y?

Questo è ciò che ogni studente dovrebbe auspicare: che gli studenti capiscano cosa significa essere studenti.

Per cui è questo ciò che interessa a V. Perché è nell’interesse degli studenti, di tutti gli studenti, che gli iscritti a questa scuola capiscano.

Cominciamo a fare i conti con ciò che abbiamo. Prima di chiedere altro. Prima di urlare e chiudere i pugni. Prendiamo coraggio e pronunciamo parole di consapevolezza.

Lo spero. E riesco ancora a sperare. Perché per fortuna qualche speranza c’è. Ci sono ancora studenti consapevoli di essere studenti, non tutto è perduto. Fin quando ci saranno venti studenti, seduti o in piedi, a discutere del loro mondo, fin quando ci saranno cinque studenti interessato a ciò che accade nel proprio istituto, fin quando ci sarà anche uno studente che prenderà il microfono in mano e porterà avanti un assemblea cercando di fare discussione, ci sarà una speranza.
Ed è nelle mani di queste persone, di queste speranze, di questi Studenti, con la S maiuscola, che V spera vada la rappresentanza. Non può non farlo. Perché V è dalla parte degli Studenti. E spera che sia uno Studente ad essere eletto. Sarebbe un primo passo per svuotare la nostra sanguinosa piscina.

V non vuole trattenervi oltre.

Buona fortuna al Garofano.

È un piacere essere di nuovo qui.

Vostro,

V

La folle corsa

Posted in Liceo Garofano con i tag , , , , on 30 Gennaio 2008 by V

Alla fine del secondo quadimestre siamo abituati a vedere quella che mi piace chiamare “La folle corsa”.

I professori hanno bisogno di voti e gli studenti, spesso, cercano di dare un’aggiustatina ai numeri che di lì a poco saranno in bella vista sulle porte della scuola.
Spesso è in gioco la promozione.
Tutti cercano di farsi interrogare in qualunque modo possibile. Un clima folle, appunto. Stressante, sia per gli studenti che per i docenti.

Eppure ci siamo abituati ormai, ogni anno è così. E’ necessario, nel senso che tutto ciò nasce dalle esigenze di noi studenti. Dalla nostra volontà a recuperare situazioni che sarebbero altrimenti fatali, o aggiustare numeri che magari reputiamo non ci rappesentino in pieno. Si aggiunga che, di solito, solo parte di una classe ha di queste esigenze. Insomma lo stress è il prezzo da pagare per qualcosa che può andare solamente a nostro favore.

E’ così che, negli ultimi giorni, osservando la situazione del liceo, mi sono meravigliato dell’abbigliamento invernale diffuso tra gli studenti. Mi sarei aspettato persone con t-shirt leggere, clima più mite… e invece no, è proprio Gennaio. Quasi Febbraio.

E allora cos’è questa folle corsa anticipata? Da cosa dipende? E’ solo lo stesso fenomeno di fine anno, solamente verificatosi per qualche strana ragione alla fine del primo quadimestre?

No, ovviamente sono convinto che la situazione sia un tantino più preoccupante.

3 voti. E’ questa la novità principale. Questo determina ancora una volta una folle corsa.
La domanda è: c’è differenza con la folle corsa alla quale siamo tutti più o meno abituati?

Questa folle corsa non è determinata dalle esigenze degli alunni. Almeno non concretamente. Magari chi l’ha generata avrebbe potuto pensare di farlo per una maggiore chiarezza valutativa, certo. Ma l’effetto è devastante.

E’ stress. Stress tra noi studenti, stress tra i docenti, stress in tutta la scuola! Una corsa senza senso, senza nessun motivo apparente.
La domanda è: si può lavorare in maniera davvero efficace con queste costrizioni? Non sarebbe stato più semplice lasciar decidere al professore l’effettiva chiarezza o meno di una situazione valutativa in modo tale da far sì che solo in caso di insicurezza sul giudizio finale  si sarebbe potuti ricorrere a un’eventuale terza interrogazione?
Perchè, se qualcuno non se ne fosse reso conto, il tempo vola. E non si riesce a lavorare serenamente. Tutto ciò è un passo avanti verso la scuola/fabbricadinumeri di cui ho parlato altre volte.

Si impone un metodo al docente che, ipoteticamente, potrebbe pure averne uno tutto suo, di metodo. Un metodo che ha magari dato risultati, apprezzato da più parti. Nessuna alternativa: il metodo è uno. E consiste in valutazioni frenetiche e incessanti. Che magari scaturiscono anche da verifiche poco approfondite.
Insomma non si lascia la libertà ai docenti che, spesso, si vedono privati del proprio metodo, magari collaudato in anni di insegnamento, in favore di un metodo che stressa loro, ovvero i professori, e stressa gli alunni.

E tutto questo come si traduce nei tanto amati voti? Con un bel calo generalizzato.

Ovviamente la pressione reagisce negativamente sul rendimento, in quanto si aggiunge alla vita di un adolescente che a volte è tutto sommato serena, ma numerose altre volte è complicata da diverse problematiche. Questo va a discapito soprattutto degli individui più fragili ai quali, in questo modo, si impedisce del tutto di costruirsi un autodifesa, trovandosi bersagliati da numerosi fronti.
Non che lo studente medio del Garofano abbia particolari disturbi della personalità, ma in ogni caso lievi conseguenze si possono trovare lo stesso, sia nei risultati intesi come numeri sia nell’effettiva preparazione. E questo, a mio avviso, è preoccupante.
Insomma, per sfatare un mito, gli studenti non lavorano meglio sotto pressione. E’ una leggenda metropolitana, stile coccodrilli nelle fogne di New York.

Non possiamo fare altro che augurarci che, visto l’andazzo, la folle corsa di fine secondo quadimestre non abbia un’intensità doppia di quella a cui siamo abituati.
Anche perchè mi arrivano voci secondo le quali i tanto discussi test comuni siano sati spostati a febbraio. Se ciò è effettivamente vero il secondo quadrimestre si aprirà all’insegna della pressione, della competizione e della farsa: Tutte cose che sembrano essere considerate come positive da una parte della scuola.
In questo ambito, V augura a tutti tempi migliori.

Adesso pensiamo a goderci questo carnevale, al quale la scuola ha assicurato una pausa dalle lezione di ben una settimana! Non posso che gioire di questo, vedendo il carnevale in fondo come la festa di tutte le maschere.

Beh, auguro a tutti voi di capire in questo occasione ciò che significa portare una maschera e se se ne possa fare davvero a meno.

Au revoir

 


Capita

Posted in Liceo Garofano con i tag on 10 Gennaio 2008 by V

Capita. Che volete farci?

Delle uova dissidenti hanno messo le ali e sono piombate davanti all’ingresso della scuola.

Dei vermi hanno preso esempio, sono arrivati fino al nostro liceo, hanno aperto le finestre e si sono buttati dentro, intasando un corridoio dell’istituto.

Sono cose che capitano, diciamoci la verità… a chi non è mai capitato persino in casa propria? E’ una cosa normalissima.

Per il personale scolastico ha aperto la caccia al verme e via di aspirapolvere! In men che non si dica tutti i bigattini erano spariti. Risolto il problema.

I rappresentanti di classe vengono riuniti e da questa riunione ne esce fuori una dichiarazione molto interessante. Ve la riporto.

I rappresentanti di classe esprimono tutta la loro indignazione per il deplorevole gesto incivile verificatosi nell’istituto, soprattutto perchè avviene in un momento esaltante nella vita di questo liceo, che vede infittirsi la trama di un rapporto collaborativo e altamente formativo con i docenti, con il personale tutto e con il Dirigente Scolastico, sempre disponibile a venire incontro alle loro richieste, sempre propenso a comprendere le loro difficoltà, ansie e dubbi.
Il gesto vandalico, inoltre, offende l’intera comunità scolastica che è continuamente impegnata a rinforzare l’immgine di un istituzione vicina ai bisogni degli studenti, come si è potuto costatare nell’esperienza dei forum organizzati nella settimana prenatalizia.
I rappresentanti degli studenti sono altresì convinti che l’azione incivile sia stata perpetrata ai danni della scuola da persone esterne all’istituto che intendono danneggiare il suo buon nome a tutto vantaggio di quelle forze oscure della società che puntano ad avere giovani sempre meno preparati e sempre più incolti per i loro malavitosi fini.
Dopo essere venuti a conoscenza che il Dirigente Scolastico ha esposto sdegnata denuncia alle forze dell’ordine, invitandole a vigliare, tra l’altro, con maggiore efficienza, gli studenti, dichiarano solennemente che, di fronte ad eventuali e sciagurati ulteriori tentativi di sabotaggio, saranno in prima linea a rimuovere tutti gli ostacoli per il regolare svolgimento delle attività didattiche, isoleranno e denunceranno i fautori del gesto senza alcuna ombra di omertà o di copertura morale e goliardica, additandoli alla pubblica opinione come disfattisti e incoscienti.
Infine gli studenti, in presenza di perseveranti atti vandalici, invitano il Dirigente scolastico ad escludere da tutte le attività extradidattiche, visite e viaggi di istruzione compresi, al fine di mostrare alla scuola e alla comunità dell’intero comprensorio la loro maturità e la voglia di voltare definitivamente pagina

Capua 10/01/2008

I rappresentanti di classe e di Istituto

E sotto tante belle firme, una sotto l’altra.

Inutile dire che questa dichiarazione è un’accozzaglia di parecchie cazzate e praticamente costituisce un suicidio.
Ricordiamo a chi legge che i vostri rappresentanti, firmando, hanno praticamente dichiarato ciò che potete leggere in quelle righe. E quel documento potrà essere impugnato in qualunque momento.

Ma passiamo all’analisi:

“I rappresentanti di classe esprimono tutta la loro indignazione per il deplorevole gesto incivile verificatosi nell’istituto, soprattutto perchè avviene in un momento esaltante nella vita di questo liceo, che vede infittirsi la trama di un rapprto collaborativo e altamente formativo con i docenti, con il personale tutto e con il Dirigente Scolastico, sempre disponibile a venire incontro alle loro richieste, sempre propenso a comprendere le loro difficoltà, ansie e dubbi.”

Alla faccia del rapporto collaborativo. E’ storia di poco tempo fa il caso dell’ape regina e ognuno di noi sa in cosa consiste questo rapporto collaborativo col personale tutto.
Ma tutti hanno firmato.

“I rappresentanti degli studenti sono altresì convinti che l’azione incivile sia stata perpetrata ai danni della scuola da persone esterne all’istituto che intendono danneggiare il suo buon nome a tutto vantaggio di quelle forze oscure della società che puntano ad avere giovani sempre meno preparati e sempre più incolti per i loro malavitosi fini.”

Ma ovvio! Cosa pensavate? E’ stata la camorra! Mica qualcuno interno al Liceo? Nah. Tutti noi studenti siamo convinti che è stata la camorra. Tanto è vero che chiunque tra i rappresentanti se interrogato alla domanda “chi pensi ci sia dietro tutto questo?” avrebbe risposto “Mah, di certo la camorra!”. E’ chiaro. (ndV: Per chi non l’avesse capito, ironia inside)
Due parole: Onestà intellettuale.
Sarebbe gradito che i rappresentanti ammettessero almeno che in cuor loro ognuno sospetta, se non qualcuno nello specifico, che sia un qualcuno interno al Liceo. Andiamo…
Ma tutti hanno firmato.

“Dopo essere venuti a conoscenza che il Dirigente Scolastico ha esposto sdegnata denuncia alle forze dell’ordine, invitandole a vigliare, tra l’altro, con maggiore efficienza, gli studenti, dichiarano solennemente che, di fronte ad eventuali e sciagurati ulteriori tentativi di sabotaggio, saranno in prima linea a rimuovere tutti gli ostacoli per il regolare svolgimento delle attività didattiche, isoleranno e denunceranno i fautori del gesto senza alcuna ombra di omertà o di copertura morale e goliardica, additandoli alla pubblica opinione come disfattisti e incoscienti.”

Ah ah ah cattivelli, non facciamo promesse che non possiamo mantenere, su. Ognuno di noi c’è dentro fino al collo. Dire da soli chi è stato è impensabile. Chi lo facesse avrebbe spiacevoli conseguenze.
V non è incosciente, non vi dice di fare i kamikaze.
V vi dice, se in qualcuno di voi si accende una fiamma di orgoglio che vuole far rialzare la dignità del nostro essere studenti allora parlate, si, ma non da soli. Da soli è un suicidio. Ma come vedete le dichiarazioni firmate da un colletivo, un grosso collettivo, hanno il suo vantaggio. Se si riuscisse a scoprire il colpevole e poi collaborare con la giustizia tutti insieme avrebbe vinto la nostra dignità.
Avrebbe perso l’omertà.
Ma non vi nascondo che le speranze sono poche. Non per sfiducia, ma perchè l’azione sarebbe di difficile attuazione anche se a me le azioni di difficile attuazione piacciono parecchio (è un mio difetto che potreste saper sfruttare).
Ma tutti sappiamo che nessuno di quei rappresentanti, salvo rarissime eventali eccezioni, ha la minima intenzione di denunciare quei fatti se messo al corrente.
Ma tutti hanno firmato.

“Infine gli studenti, in presenza di perseveranti atti vandalici, invitano il Dirigente scolastico ad escludere da tutte le attività extradidattiche, visite e viaggi di istruzione compresi, al fine di mostrare alla scuola e alla comunità dell’intero comprensorio la loro maturità e la voglia di voltare definitivamente pagina”

E non poteva mancare l’harakiri finale.
Questa frase dichiara che se ci saranno altri atti vandalici, via tutte le gite. Complimenti, ottima mossa. E’ certamente giusto che per la demenza di qualcuno debbano pagare tutti. E ora sarà così se ci saranno altri atti vandalici. Non si cercherà di scoprire i colpevoli affinchè solo loro vengano puniti, basterà togliere a tutti le gite. Mi sembra giusto, che ne dite? Sarete tutti d’accordo con me penso. Ah no? Cosa sento? E’ una vergogna? E’ un’ingiustizia?
Ma tutti hanno firmato.

Insomma morale della favola?

Cari rappresentanti, prima di firmare leggete cosa firmate e pensate. Siete d’accordo con quello che è scritto? Se siete d’accordo, nessun problema.

Ma se non siete d’accordo vi consiglio di alzare un attimo in più la voce, di far valere le vostre opinioni. Non preoccupatevi perchè il Dirigente Scolastico è “sempre disponibile a venire incontro alle vostre richieste, sempre propenso a comprendere le vostre difficoltà, ansie e dubbi”. Quindi niente paura.

Questa non vuole essere affatto un accusa nei vostri confronti cari rappresentanti.
Io sono dalla vostra parte, che è la parte di tutti coloro che vogliono che questa “macchina” funzioni al meglio!
Forse far scrivere a voi stessi una dichiarazione sarebbe stata una mossa assai più adatta, sapete.

Invece se c’è un foglio bello è fatto, messo lì giusto per far uscire nel mondo esterno la notizia che in questo liceo c’è tutta brava gente, capita che sfugge qualcosa.

Capita…

V vi saluta.

Una festa a lungo attesa

Posted in Liceo Garofano con i tag , on 20 Dicembre 2007 by V

Sono di ritorno da un lungo viaggio.
Sono stato in posti dimenticati da Dio e dal sole, avevo degli affari da portare a termine.

Torno in quest’angolo di stivale e mi rendo conto di aver dimenticato una festa a lungo attesa.
E no, non conosco nessun Bilbo Baggins.

E’ il Natale.
A Natale tutti sono più buoni. E’ così, rassegnatevi.

Ma la cosa più bella del Natale è che tutto si addobba, si colora, si imprime di canti natalizi. E allora anche la nostra scuola non deve essere da meno. Anzi deve, come sempre, primeggiare.

E si assistono a scene di tutti i tipi. Roba del tipo gente che si martorizza il cervello per cercare un modo per vendicarsi di torti subiti e per farlo si serve degli alunni, di tecniche a dir poco casalinghe e della sopracitata festa.

Non si tratta di soldi, no. E’ proprio una questione di snaturazione della scuola.
Qualcuno dovrebbe chiedersi: “Perchè questi ragazzi stanno qui?” e “Perchè io sono qui?”.

Noi studenti non siamo contrari ad iniziative alternative. Ma che siano finalizzate a qualcosa di meno illusorio che quattro regalini da distribuire per secondi scopi in occasione di una festa consumistica!

Ma si sa come vanno queste cosa, i professori hanno dalla loro parte la penna, la media, il numero.

E allora capita che alcuni di noi assecondino le smanie di queste persone, per un voto in più sulla pagella. Un prof, stupito dalla “mancanza di iniziativa” di qualche alunno potrebbe indisporsi nel “dare una mano” in consiglio.

“Che cosa posso dirvi? Andate, fate!”

Ma pensateci due, tre volte, prima di farlo. Che importanza ha davvero quel voto?
Inutile ripetermi.

Però c’è da dire che il nostro Liceo non era così bello da tanto tempo! I lavori procedono a gonfie vele. E poi gli addobbi, i cartelloni, l’albero… si, ora possiamo dirci davvero degli studenti soddisfatti.

V è tornato.
Buon Natale.

Frugando per la galleria

Posted in Liceo Garofano on 9 Novembre 2007 by V

Frugando per la mia galleria ho ritrovato una lettera.

E’ datata 25 settembre 2007.

L’ho riletta e qualcosa mi è saltata all’occhio. La riporto qui.

“[...]Le nostre azioni e le nostre premure [del preside e dei docenti, ndV] sono tese ad incoraggiare e non a lanciare saette, cercheremo di utilizzare le parole più giuste per guidarvi ad individuare le vie migliori per la vostra affermazione, evitando quelle che, come frecce accuminate, possano ferire la vostra dignità; utilizzeremo i voti come strumenti necessari per comunicarvi i risultati di un percorso, che può essere irto di difficoltà e di amarezze, ma non per questo non vi incoraggeremo a lottare, sostenendovi ed esortandovi a non desistere di fronte alle inevitabili difficoltà che la vita ci impone di affrontare; non utilizzeremo mai, statene certi, i voti come coltelli per ferire e lasciare cicatrici. [...]“

Questo scriveva qualce mese fa il preside Giovanni Di Cicco nella sua lettera di auguri in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.
Nel Vile Cabaret qualcuno avrebbe dovuto leggere dei frammenti delle risposte a questa epistola che ogni classe è stata invitata a scrivere tempo addietro. Purtroppo per noi sfortunate coincidenze ci hanno privato di ascoltarle. La parziale situazione che ho potuto osservare però sembrava mettere in luce tante belle parole, l’una dopo l’altra, formanti fiumi di belle, bellissime parole.

E belle parole sono anche quelle del nostro preside, sia chiaro.

Eppure lo sapete, io sono fatto così, il frammento sopracitato ha stimolato in me un appunto da fare al preside.

Sono convinto della buona fede del dirigente scolastico ma devo dissentire con lui su una cosa:
purtroppo parlare per tutti i docenti di questa scuola e azzeccarci in toto è assai difficile.

Chi legge sa che ci sono sicuramente professori che ci insegnano qualcosa che va aldilà delle pure conoscenze specifiche, professori degni del loro nome che spesso suscitano in noi stima e ammirazione.
Ottimisticamente direi anche che sono la maggior parte.
Ma non tutti fanno parte di questa categoria.

Inutile nasconderci dietro a un dito, ci sono professori che non credono affatto in quello che fanno. Professori che, purtroppo, lanciano saette, per un motivo o per un altro. Professori il cui scopo è unicamente quello di prelevare lo stipendio a fine mese.
Professori che utilizzano i voti come coltelli per ferire e lasciare cicatrici.

Capita.
Non voglio puntare il dito contro nessuno, perchè c’è un motivo a tutto. Se ci sono professori che nella loro carriera hanno inutilmente ferito qualche alunno potrebbe essere stata solo la diretta conseguenza di qualche altra cosa.

Ma sono convinto che bisognia prendere atto della situazione. Molti problemi della scuola italiana, non solo del Liceo Garofano, derivano dai professori. Alcuni di loro difficilmente potrebbero essere definiti idonei all’insegnamento.

Un professore dovrebbe essere in grado di insegnare a noi studenti, e di formarci. Non imbottirci di nozioni che probabilmente dimenticheremo dopo pochi mesi.

Non basta sapere per poter insegnare.

E questo lo dico e lo ripeto quì con la speranza di informare qualcuno che non è al corrente della situazione. Professori la cui umiltà è pressocchè nulla e che va di pari passo con la capacità di giudizio, professori incapaci di trasmettere le loro conoscenze, professori che hanno lacune mostruose, professori che hanno problemi di salute che compromettono l’insegnamento.

E posso anche fermarmi qui, perchè ognuno di voi sa di cosa sto parlando.

Ora, questo non dipende dalla nostra scuola. Non si possono licenziare i professori in tronco. Spesso noi studenti dimentichiamo che dietro la cattedra siede una persona.
Ma è l’intero sistema scolastico italiano che presenta lacune mostruose in questa e in molte altre cose.

Con questo intervento non voglio segnalare i docenti come unico fattore marcio nella scuola italiana. La situazione di un gran numero di studenti è molto più critica. Ma questa è un’altra storia.

Detto questo voglio aggiungere una piccola cosa che non rientra nell’argomento.
Molti di voi, molti di coloro che leggono, continuano a cercare di darmi un nome e un cognome senza capire che è inutile. Semplicemente inutile.

Io stesso non cerco di non farmi scoprire, semplicemente non rivelo la mia identità. Ma per un motivo ben preciso. Come già scritto in altre occasioni dietro questa maschera non vuole celarsi una persona che sfrutta un costume per dire delle cose che altrimenti non avrebbe il coraggio di dire.

No.

Dietro questa maschera si celano tutte le persone che si ritrovano in quello che scrivo.

Fiducioso che lo capiate, Vostro

V

Un Vile Cabaret

Posted in Liceo Garofano on 6 Novembre 2007 by V

Prendiamo un giorno a caso: oggi.

E prendiamo un luogo a caso: Teatro Ricciardi, Capua.

Prendiamolo ad un orario completamente casuale: 18.00

http://www.caserta24ore.it/05112007/il-liceo-scientifico-garofano-di-capua-premia-meravigliosamente.php

Ecco cosa accadrà in quelle determinazioni di tempo e luogo. O almeno è quello che scrivono.

Circa 200 alunni verranno premiati per il loro impegno esemplare nello studio. Verrà data loro, udite udite, una medaglia.

Ma questa medaglia non è per tutti uguali, no… questa medaglia può essere d’oro, d’argento o di bronzo.

Un Gran Galà, in cui il vizio dell’apparire è riservato ai soli i quali hanno avuto una media voti l’anno scorso pari o superiore al 7 e 1/2. E ovviamente una medaglia d’oro brilla di più rispetto ad una d’argento, e quest’ultima più di quella di bronzo.

Si consiglia l’abito elegante. Non vogliono straccioni. E mi sembra anche giusto. Se delle duecento persone che saliranno sul palco a ritirare un pezzo di latta perchè hanno fatto quello che hanno scelto di fare nella vita dovesse esserci qualcuno che potrebbe infangare il nome del grande, immenso, elevatissimo Liceo Garofano tutto questo non avrebbe più senso.

No.

Noi dobbiamo essere fieri di appartenere alla nostra scuola, che deve tornare a illuminare le menti.

Abbiamo una tradizione troppo importante per essere pari ad altre scuole, per essere un semplice centro di istruzione e di formazione. Abbiamo poi così tanti soldi che organizzare una messa in scena totale per consegnare dei contentini inutili a persone che non li meriterebbero in un teatro, invitando personalità di ogni tipo, ci sembra la cosa più giusta da fare.

Ma ragioniamo un secondo.

Cosa resterà agli alunni premiati? Un pezzo di metallo colorato e quello che davvero hanno imparato.

E ai genitori? Tanta soddisfazione perchè il proprio figlio ha ricevuto un’onorificenza dalla scuola. Insieme ad altre 200-1 persone.

Cosa agli alunni non premiati? Ad alcuni tanta invidia. Per un pezzo di metallo. Per un posto su un palcoscenico. Per una pergamena. E tutto quello che da invidia può derivare, dimenticando che la scuola non è una fabbrica di voti nè di medaglie.

Ad altri rimarrà un bel “chissene” da pronunciare ad alta voce. Almeno loro sono salvi.

Ai professori? Tanta soddisfazione per i propri alunni. Una così grande soddisfazione perchè il corso Z ha vinto 2 a 0 contro il corso Y ed è stato proclamato il migliore.

E a qualcun altro? E probabilmente a qualcun altro tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta pubblicità.

Eh si perchè non dimentichiamo le tante personalità che saranno presenti ad assistere a questa sceneggiata. Saranno presenti tutti coloro menzionati sopra più ovviamente queste grandi personalità di spicco.

Come se non bastasse tutto questo verrano presentati anche altri spettacoli. Come se 200 (duecento!) alunni meritevoli non fossero già uno spettacolo sufficiente.

Si segnala una coreografia sul movimento finale della nona di Ludwig van Beethoven, detto anche “Inno alla gioia”, il nostro caro inno europeo. Come potevano mancare in questa coreografia delle bandiere? E infatti le bandiere dell’UE allieteranno i nostri occhi e i nostri cuori sul palcoscenico insieme alle note della sinfonia.

La domanda è: vedremo qualcuno commuoversi pensando agli ideali “di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall’Europa“?

Ne dubito. O magari non dovrei. Va di moda sentirsi europei. Fosse solo quello il probema. Va di moda anche sentirsi italiani, meridionali, campani, capuani.

Garofonini.

Che poi cosa significherà questa bandiera?

Cito da Wikipedia:

La scelta della bandiera avvenne tramite un concorso che fu vinto dal disegnatore cattolico francese Arsène Heitz. Il significato della bandiera riprende un’immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell’Apocalisse: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna[1] vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.

Penso che questo si commenti da se.

E ricordate: tutto ciò è più importante di qualunque cosa possiate imparare in questo istituto. Almeno così dicono coloro che danno le medaglie. E coloro che danno le medaglie hanno sempre ragione. Prima legge del Garofano.

Insomma V quest’oggi vuole solo ricordarvi che fra pochi minuti comincerà il Gran Galà dell’apparire.

Un vile cabaret.

Ci son brividi e balletti,

Ci son sorprese e cori!

C’è qualcosa qui per tutti,

prenotate ora!

Ci son scherzi e sketch babbei

Ma nè quattro, o cinque, o sei.

Questo è un lunapark bastardo.

Un Vile Cabaret.