Bonsoir studenti.
È da un po’ che non ci si sente, vero?
Cosa? Pensavate fossi morto? Già avevate pronunciato tutte le orazioni funebri del caso? Beh, mi dispiace deludervi ma sono ancora qui, per fortuna di alcuni e sfortuna di altri. Del resto non lamentatevi, ve l’avevo detto gia una volta.
Abbiamo dimenticato che nasciamo, ci nutriamo, proviamo sentimenti, ragioniamo.
Ed infine morite.
Io no.
Io sono immortale.
E ve l’ho ribadito anche qualche tempo fa, ricordate? Ci tenevo a farvelo sapere e allora ho sfruttato uno script del vostro instant messenger preferito. Niente di che, solo un avviso. Un richiamo.
State in campana, perché V sta per fare il suo ritorno.
Scusate la maleducazione, non vi ho ancora augurato buon anno scolastico.
Beh, auguro a tutti voi di passare un anno nel migliore dei modi, nel nostro bello e rinnovato istituto, sperando che tutto vada per il verso giusto. In special modo ai nuovi arrivati, i ragazzi di prima. Loro la scuola la vedono per la prima volta e si abitueranno prima a questo nuovo aspetto, lindo e pulito, oserei dire “alberghiero”. Si abitueranno di certo prima di me all’idea delle bandiere fuori scuola, ai manifesti pubblicitari. Per loro questa sarà la posizione di partenza. Per me che in questa scuola ci sto da più tempo è solo una falsa pista, imboccata già da un po’ ormai, e che mostra ora tutta la sua effimerità.
Le risorse noi le adoperiamo in “abiti”, dimenticando del tutto i “monaci”.
Ma hey, non ci stupiamo, ragazzi! Lo sapevamo già, avanti. Ai primini, comunque, e a tutti i nuovi arrivati nella mia galleria, va il consiglio di leggere un po’ di materiale risalente all’anno passato, dove sono spiegate un po’ di cose su di me, su questo blog e su tutto quello che ne consegue.
In particolare la pagina “V” (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/about/) e questi articoli, che se letti con attenzione soddisferanno tutta la vostra sete di informazioni.
Uno su di me (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2007/11/05/remember/)
Uno sulle maschere (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2008/01/24/maschere/)
Uno sul dialogo (http://lagalleriadellombra.wordpress.com/2008/02/07/dialogo/)
Quest’anno poi il nostro liceo si è arricchito di tanto materiale umano che ha scelto una strada diversa da quella scelta da chi di solito popola i nostri corridoi. Sto parlando dei ragazzi del IV ginnasio. Non posso che essere contento di questo innesto. Sarà interessante questa convivenza, a mio avviso. A tutti loro buona fortuna. Spero vi sentiate a casa vostra e che la camera in dotazione sia confortevole.
Επί τύχησι χρηστήσι.
Bando alle ciance e ai convenevoli di rito, non perdiamo tempo.
Il Liceo è in fermento. La scuola sta per essere chiamata a decidere chi avrà l’onore di rappresentarla nel consiglio d’istuto. Si sta per dare il via alle elezioni dei rappresentanti.
La campagna elettorale è già esplosa e ieri mattina si è consumata la classica tragedia che ogni anno si ripete in maniera scontata quando arriva il momento dei discorsi dei candidati.
Una scena imbarazzante.
Parole banali, una dietro l’altra, scontate per di più. Parole memorizzate da altre fonti e che appaiono vuote. Parole dette senza essere state comprese fino in fondo. Il solito disastro. La maggior parte dei candidati è nella ben conosciuta mediocrità, e il motivo della loro candidatura è da ricercarsi nel culto dell’apparenza e in una buona dose di incoscienza. Incoscienza nel senso di “non coscienza”. Perché molti di noi non sono coscienti di quello che sono.
Non sono coscienti di essere studenti.
Basti pensare agli sviluppi dell’assemble plenaria. Finiti i discorsi dei candidati, “ZAC”, sono spariti tutti. O quasi. Si è rimasti come sempre in venti a parlare di scuola. Della scuola di ottocento. Una scuola di cui ci dovrebbe importare, perché è la nostra seconda casa, il posto in cui passiamo più tempo. Noi questa scuola la lasciamo vivere, o meglio la lasciamo morire, così. Senza fregarcene, senza chiederci nemmeno un perché.
Si è parlato della Gelmini, in quella assemblea. Di questa riforma, che rischia davvero di dare il colpo di grazia al moribondo sistema scolastico italiano. Fino a quando non è stata sciolta, in maniera discutibile per di più, anche per il registrato assenteismo. Davvero bello.
Vedete, V è dalla parte degli studenti. E proprio perché è dalla parte degli studenti non può che scagliarsi contro questi non-studenti.
Questo qualunquismo generalizzato è disarmante. È il massacro di se stessi e dei propri obbiettivi. È il messaggio più immediato che arriva della nostra generazione a chi osserva. È la dimostrazione che abbiamo davvero perso di vista cosa significa essere degli studenti.
Quarant’anni fa qualcuno ce l’aveva in mente sicuramente più di noi. Quarant’anni fa qualcuno ha combattuto per ottenere gli stessi diritti che noi stiamo oltraggiando.
Ha sanguinato. E per sanguinare c’è bisogno di qualcosa, amici miei. Non si sanguina per gioco. Non si sanguina per rischio. No.
Noi sguazziamo nel loro sangue. Come in una piscina. E ci giochiamo a palla a nuoto, o ci tuffiamo, o scivoliamo sul fondo. Immaginatela per un attimo, la nostra bella “piscina”. L’atrio, per intenderci. Pieno del sangue dei sessantottini di Valle Giulia. Uno spettacolo sublime. Crudo. Reale. Più che mai.
E allora perdo la flemma che mi contraddistingue, perché davanti a queste cose io non reggo. Mi libero di ogni catena e, dietro questa maschera, comincio ad essere Venereo. E mi fa rabbia che a votare, venerdì, saranno tutti! Non tutti gli studenti ma tutti gli iscritti a questo liceo, che è diverso. Voteranno anche coloro a cui non importa niente. Coloro che quando varcano quel cancello lo fanno senza avere un peso sullo stomaco, senza la consapevolezza che stanno abbandonando la propria scuola al suo destino. E questo mi fa incazzare.
E allora lancio una provocazione.
All’assemblea si dichiari di aderire o meno.
Che passi un foglio per le classi.
E si metta una firma.
Chi non vuole partecipare sarà libero di non firmare ed andarsene nel giorno indicato.
Dopodichè le porte saranno chiuse.
E chi vorrà partecipare lo farà fino in fondo.
E se avrà un impegno urgente faccia come quando ha un impegno urgente nelle ore di scuola.
Si faccia un permesso. Si faccia prelevare dai genitori.
Solo un piccolo particolare: non c’è alcun motivo per utilizzare un impianto in venti persone.
Se gli aderenti all’assemblea saranno così pochi da poter trovare tutti spazio enlla sala proiezioni, beh, che lo facciano. E che le lezioni non si fermino. Non si spieghi. Non si facciano verifiche generali.
Si interroghi. Perché non c’è niente di scritto che impone di fermare le lezioni.
E chi non vuole partecipare alla vita della scuola si assuma le proprie responsabilità fino in fondo. Con onestà. E con consapevolezza almeno della propria scelta.
Se una manovra del genere fosse stata messa in atto ieri, cosa buona e giusta sarebbe stata ridurre gli aventi diritto al voto ai soli aderenti all’assemblea d’istituto. Può sembrare una forzatura ma è una provocazione che vale la pena lanciare. Perché chi non ha interesse nella vita della scuola deve poter esprimere una preferenza? Una preferenza su cosa? Sul jeans che indossa il candidato x? O sul sedere del candidato y?
Questo è ciò che ogni studente dovrebbe auspicare: che gli studenti capiscano cosa significa essere studenti.
Per cui è questo ciò che interessa a V. Perché è nell’interesse degli studenti, di tutti gli studenti, che gli iscritti a questa scuola capiscano.
Cominciamo a fare i conti con ciò che abbiamo. Prima di chiedere altro. Prima di urlare e chiudere i pugni. Prendiamo coraggio e pronunciamo parole di consapevolezza.
Lo spero. E riesco ancora a sperare. Perché per fortuna qualche speranza c’è. Ci sono ancora studenti consapevoli di essere studenti, non tutto è perduto. Fin quando ci saranno venti studenti, seduti o in piedi, a discutere del loro mondo, fin quando ci saranno cinque studenti interessato a ciò che accade nel proprio istituto, fin quando ci sarà anche uno studente che prenderà il microfono in mano e porterà avanti un assemblea cercando di fare discussione, ci sarà una speranza.
Ed è nelle mani di queste persone, di queste speranze, di questi Studenti, con la S maiuscola, che V spera vada la rappresentanza. Non può non farlo. Perché V è dalla parte degli Studenti. E spera che sia uno Studente ad essere eletto. Sarebbe un primo passo per svuotare la nostra sanguinosa piscina.
V non vuole trattenervi oltre.
Buona fortuna al Garofano.
È un piacere essere di nuovo qui.
Vostro,
V