La casa mia sarà casa di preghiera, voi ne fate una spelonca di ladri

Ci sono avvenimenti che valgono più di quello che sono.
Avvenimenti che, in un modo o nell’altro, si caricano di significato simbolico e assurgono ad un ruolo ben preciso nella vita sociale di una comunità, di un paese. Avvenimenti che vengono rilevati dalla nostra mente, magari per nessun motivo particolare se non estetico, come passaggi di epoche, di tempo, avvenimenti che ci aiutano a capire, finalmente, i meccanismi, le trasformazioni, il presente. Avvenimenti che ci fanno dire “ecco” o “ma certo!”.
Ecco, a Palermo, il 3 Ottobre, l’altroieri, non è successo nulla di tutto questo. Nessun avvenimento epocale, nessun fatto storico o potenzialmente simbolico. Nessuna anomalia, nessuna rivelazione. L’altroieri, a Palermo, c’era il Santo Padre in visita ma, neanche a dirlo, in questa storia Benedetto XVI non c’entra nulla, o quasi.
Purtroppo, l’altroieri, a Palermo, c’è stato un normale bavaglio, un altro, imposto dalle forze dell’ordine a dei normali cittadini.
La notizia, del resto, non esiste quasi più, non desta scalpore. Dov’è la stranezza e soprattutto perchè dovrebbe essere persino preso in considerazione un avvenimento del genere? Perchè ad un cassintegrato o ad un disoccupato, che ogni mese per tirare a campare deve tirare fuori il classico coniglio dal cilindro, dovrebbe venire in mente di interessarsi di questa faccenda?
E infatti ve l’ho detto. L’altroieri, a Palermo, in pratica, non è successo niente. Niente d’importante, almeno: solo un altro episodio di questa spossante telenovela scritta male.
Giudicate voi stessi:
Stamani, Domenica 3 Ottobre 2010, alle ore 11,30, numerosi agenti della polizia di stato in divisa e agenti della Digos hanno intimato la rimozione di uno striscione posto all’interno della vetrina della libreria AltroQuando in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo. Lo striscione recitava la frase: I LOVE MILINGO. Gli agenti lo hanno sequestrato assieme alle locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. La motivazione addotta al provvedimento è stata quella di ritenere offensiva una simile frase proprio nel momento in cui il corteo del pontefice sarebbe passato da corso Vittorio Emanuele.
Riteniamo che questo provvedimento mini fortemente i diritti costituzionali sulla libertà di manifestazione del proprio pensiero, sia attraverso la critica che la satira. Riteniamo che il messaggio in questione non offendeva nessuno, né tantomeno istigava a comportamenti violenti.
Questo è un estratto dal comunicato della libreria AltroQuando, la stessa libreria di cui potete vedere le immagini nel video in cima al post.
Una piccola soppressione della costituzione, in particolare dell’articolo 21, sulla libertà d’espressione, e dell’articolo 14, sull’inviolabilità del domicilio. Ma, ehi, uno in più, uno in meno, non sarà certo la fine del mondo.
E a chi, dal balcone di casa sua, vuole ricordare al Papa le parole di Gesù ai mercanti nel tempio (le stesse che titolano questo post con lo scopo di ripristinare un po’ del diritto violato), viene fatto deporre lo striscione. Hanno osato troppo e, prevedibilmente, il troppo è proibito in questo paese. Un paese dove, forse, la definizione di troppo è troppo vaga per non poter piegarsi a significare tutto, o meglio tutto ciò che chi comanda vuole.
Insomma, ancora un “niente” che succede in Italia, perchè il “qualcosa” è successo molto prima. È successo quando hanno cominciato a stuprare questo popolo senza voce e senza dignità. Lì c’è stato l’avvenimento, il cambiamento epocale. Ma nessuno se n’è accorto, o forse solo in pochi, perchè è avvenuto in sordina. Oggi qualcuno si sveglia, molti altri dormono beati, ma questo non può più cambiare la normalità dei fatti.
E qui la Chiesa, come ho detto prima, non c’entra proprio nulla. C’entriamo solo noi e la classe che governa il paese. Non c’entra il Vaticano, c’entra l’Italia tutta. Povera Patria, affondata dai suoi stessi marinai. Quando ritroveremo il coraggio di guardare in faccia alle tonnellate di abusi che giornalmente ci vengono sbattuti sotto il naso? Quand’è che dimostreremo di aver conservato ancora almeno un briciolo di responsabilità civile?
L’assuefazione è il pericolo maggiore. Perchè davvero tutto ciò è diventato assolutamente normale per un popolo abituato a lasciarsi piovere addosso. Intanto la politica tace in maniera bipartisan quando, in maniera bipartisan, dovrebbe parlare. Davanti ad una classe politica, che ormai incontra solo la sfiducia degli elettori, come si fa a perdere l’occasione di riscattarsi a livello morale, di ridare una speranza di libertà e di democrazia agli Italiani? Si può fare, e ce l’hanno dimostrato ampiamente. Ignoro come ma, del resto, la nostra classe politica ci ha più volte dimostrato di avere capacità insospettabili.
Qual è la speranza in questo scenario? Che la gente riesca a straniarsi e a guardare questa realtà senza il velo della quotidianeità. Che le file dei tanti movimenti attivi nel paese in difesa della buona politica si infoltiscano fino a scoppiare e che, una volta alle urne, la gente dia fiducia a chi pone l’accento su questi temi fondamentali, senza compromessi. Che qualcosa di grosso, a livello culturale, avvenga, che spazzi via questa rigida bufera di inettitudine e segni finalmente il passaggio ad una nuova stagione di rinascita.
A Palermo, il 3 Ottobre, l’altroieri, non è successo nulla di tutto questo. Nessun avvenimento epocale, nessun fatto storico o potenzialmente simbolico. Nessuna anomalia, nessuna rivelazione. L’altroieri, a Palermo, c’era il Santo Padre in visita ma, neanche a dirlo, in questa storia Benedetto XVI non c’entra nulla, o quasi.
L’altroieri, a Palermo, c’è stato solo l’ennesimo frutto di quest’albero malato e ignorato da noi, inoperosi giardinieri. Una bazzecola, insomma.
Dormiamo sonni tranquilli e sogniamo un posto diverso. La notte porta consiglio, certo, ma cos’altro lasceremo accadere mentre ci attardiamo a riposare con gli occhi chiusi?
La primavera intanto tarda ad arrivare
V
p.s. Ecco l’appello lanciato da MicroMega. Una firma, magari per cominciare. http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391188