… poi è arrivato Gerry Scotti
A V la scuola non piace.
Penso che questo si era capito.
Ma non perchè a V non piace studiare, no.
Studiare il bello è bello. E noi, noi liceali, studiamo il bello. O almeno dovremmo.
Matematica, Fisica, Scienze. Materie utili, certo. La Scienza guida il progresso. Ma in queste materie c’è anche qualcosa di terribilmente affascinante, di puramente estetico.
Proporzioni, leggi, numeri. Tutto rinconduce ad un’armonia naturale.
Un’Arte non umana.
Poi abbiamo la Storia e la Filosofia. Esse, oltre ad avere un lato utile che consiste nell’indicarci la strada per la politica e l’etica e mostrarci determinati mostri partoriti dalla mente umana, sono, parallelamente, anche ciò che di più artistico possa essere osservato, come se qualcuno ci volesse suggerire lo stretto legame tra le due cose. Esse sono la prova ineluttabile che l’uomo vive secondo il proprio senso estetico, vive artisticamente.
Teatralmente.
Lettere, Latino, Storia dell’Arte. Studiamo la letteratura, la pittura, la scultura, l’architettura. Arte umana. Pezzi di emozioni che uomini come noi hanno deciso di consegnare all’infinito e che noi studenti dovremmo assaporare.
Detto così sembrerebbe una specie di paradiso, la scuola.
E invece qualcosa non funziona.
Più vado avanti in questo cammino nella scuola italiana, cominciato un bel po’ di anni fa ormai, più mi rendo conto che l’andazzo generale è prepararci per un’emozionante puntata di “Chi vuol essere milionario?”.
Nel caso delle materie scientifiche non è facile mostrare agli studenti il lato estetico di esse. Non tutti lo colgono. Probabilmente è anche questione di predisposizione a questo o quel tipo di estetica. Se non tutti i docenti ci riescono con tutti gli studenti allora diciamo che è il danno più sopportabile, in fondo. Esse infatti sono le materie dal risvolto pratico più evidente.
Storia e Filosofia? La questione si complica. L’insegnamento “da quiz” in questo caso fa di certo più danni. Se non altro perchè la storia e la filosofia, private del loro lato artistico, perdono tutto il loro fascino umano. Diventano imparare a memoria una data o il titolo di un’opera. E questo è del tutto inutile.
Un concetto e un avvenimento, insegnati in modo sterile e didascalico, si dimenticano molto facilmente. Difficilmente agli studenti rimarrà qualcosa di cinque anni sui libri. Al massimo un brutto ricordo di qualche professore.
Lettere, Latino, Storia dell’Arte? Qui accade il vero scempio. Esse sono materie senza alcun risvolto pratico. Sono materie artistiche. Noi studenti in quelle ore di lezione studiamo l’Arte.
E cosa ce ne facciamo?
“All Art is quite useless” diceva Wilde.
Tutta l’arte è completamente inutile.
Diavolo ragazzi, allora studiamo qualcosa di inutile?!
A quanto pare si.
Ma non c’è forse nella nostra vita tutto di artistico? E non è la nostra vita allora costellata di inutilità? E allo stesso modo di bellezza?
E torniamo al punto di qualche riga fa: studiamo il bello.
Ora torniamo per un attimo con i piedi per terra. Studiamo figure retoriche, facciamo analisi del testo, impariamo aneddoti, date, citazioni. A che pro? A che pro se il lato estetico di queste materie artistiche ci viene celato? A noi, pesunti alunni d’Arte, viene propinato spesso il numero dei capitoli di un’opera, la vita di un autore, la tecnica utilizzata, dimenticando la cosa più importante di tutto questo: l’emozione che l’autore voleva trasmetterci.
“L’unica giutificazione per fare una cosa che non miri all’utile è che la si ammiri profondamente.”
E se è così mi dico che studiare determinate cose è davvero ingiustificabile.
E invece questa è una scuola non di alunni d’Arte, bensì di futuri milionari. La via indicata dalle istituzioni non è quella del sapere per sapere, perchè è bello, ma quella del sapere perchè è utile sapere. O comunque la seconda vince sempre sulla prima. Due visioni del mondo diverse che probabilmente dovrebbero sancire la differenza tra Licei e Istituti tecnici.
Noi siamo liceali. Il nostro era un privilegio. Studiavamo il bello, l’Arte. Era un onore. Dovrebbe esserlo.
Poi è arrivato Gerry Scotti.
Poi è arrivata una società senza spazi, senza respiri, senza Arte.
Si sono dimenticati il fascino del teatro, hanno abbandonato i copioni quando il mondo è avvizzito sotto il bagliore dei riflettori nucleari.
Io restituirò loro il melodramma, il Grand Guignol.
Vedete, l’ho detto una volta e lo ripeto, tutto il mondo è un palcoscenico e tutto il resto…
è Vaudeville.
21 Aprile 2008 a 8:09 pm
Sn uno ke la pensa esattamente cm te…Complimenti…I
2 Maggio 2008 a 10:28 pm
X la prima volta nella mia vita ho paura di una persona…il nostro preside….nn sò mi da una sensazione negativa ke nn ho mai provato nella mia vita ma nn avrò paura insieme a ki mi conosce di affrontarlo xkè la gente forte nn si fà comandare ma comanda….cmq nn è grazie a lui k siamo migliori sia dell’industriale ke del pizzi, ma è grazie a noi…W il garofano e i suoi studenti….SMCV REGNA…….
8 Gennaio 2009 a 1:16 am
oddio ho appena letto una cosa che mi ha da un lato irritato, dall’altro fortemente divertito … allo,sinistra estrema… chiunque yu sia,chiunque tu finga di essre, mi devi spiegare con quale ardire affermi che VOI siete meglio del pizzi… innanzitutto la cosa mi pare abbastanza impossibile, primo perchè il TUO liceo non sta facendo altro che EMULARE il pizzi. praticamente il vostro preside, persona molto capace, ha capito che se c’era un modello giusto di scuola da seguire, quello era del pizzzi. le bandiere, le inaugurazioni, le premiazioni, arrivano tutte da lì. anche la disciplina che in qualche modo si sta cercando di inserire … tutto da là. il pizzi docet. Secondo perchè praticamente il garafano è sempre e solo stato nell’immaginario collettivo una sorta di rifugium peccatorum per chi si sentiva, o troppo insofferente all’idea di DISCIPLINA, o troppo capace per andare all’industriale… allo ecco la scelta del garofano.. una scelta di mezzo, senza infamia e sanza lode.. mediocre come scelta, mnediocre come scuola, fino a poco tempo fa(ora in lenta ripresa grazie al preside) e mediocri gli alunni … ovviamente parlo per vie generali. lo stesso V così mediocre non è, e conosco qualcun altro che sicuramente ha capacità da vendere.. ma per il resto, e in linea di massima, ti suggerisco di non fare tanto il tracotante e di no osare affermazioni che non hanno nessun tipo di fondamento. detto questo, chiudo.
” col potere della verità, vivendo, conquistai l’universo”…