Frugando per la galleria

Frugando per la mia galleria ho ritrovato una lettera.

E’ datata 25 settembre 2007.

L’ho riletta e qualcosa mi è saltata all’occhio. La riporto qui.

“[...]Le nostre azioni e le nostre premure [del preside e dei docenti, ndV] sono tese ad incoraggiare e non a lanciare saette, cercheremo di utilizzare le parole più giuste per guidarvi ad individuare le vie migliori per la vostra affermazione, evitando quelle che, come frecce accuminate, possano ferire la vostra dignità; utilizzeremo i voti come strumenti necessari per comunicarvi i risultati di un percorso, che può essere irto di difficoltà e di amarezze, ma non per questo non vi incoraggeremo a lottare, sostenendovi ed esortandovi a non desistere di fronte alle inevitabili difficoltà che la vita ci impone di affrontare; non utilizzeremo mai, statene certi, i voti come coltelli per ferire e lasciare cicatrici. [...]“

Questo scriveva qualce mese fa il preside Giovanni Di Cicco nella sua lettera di auguri in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.
Nel Vile Cabaret qualcuno avrebbe dovuto leggere dei frammenti delle risposte a questa epistola che ogni classe è stata invitata a scrivere tempo addietro. Purtroppo per noi sfortunate coincidenze ci hanno privato di ascoltarle. La parziale situazione che ho potuto osservare però sembrava mettere in luce tante belle parole, l’una dopo l’altra, formanti fiumi di belle, bellissime parole.

E belle parole sono anche quelle del nostro preside, sia chiaro.

Eppure lo sapete, io sono fatto così, il frammento sopracitato ha stimolato in me un appunto da fare al preside.

Sono convinto della buona fede del dirigente scolastico ma devo dissentire con lui su una cosa:
purtroppo parlare per tutti i docenti di questa scuola e azzeccarci in toto è assai difficile.

Chi legge sa che ci sono sicuramente professori che ci insegnano qualcosa che va aldilà delle pure conoscenze specifiche, professori degni del loro nome che spesso suscitano in noi stima e ammirazione.
Ottimisticamente direi anche che sono la maggior parte.
Ma non tutti fanno parte di questa categoria.

Inutile nasconderci dietro a un dito, ci sono professori che non credono affatto in quello che fanno. Professori che, purtroppo, lanciano saette, per un motivo o per un altro. Professori il cui scopo è unicamente quello di prelevare lo stipendio a fine mese.
Professori che utilizzano i voti come coltelli per ferire e lasciare cicatrici.

Capita.
Non voglio puntare il dito contro nessuno, perchè c’è un motivo a tutto. Se ci sono professori che nella loro carriera hanno inutilmente ferito qualche alunno potrebbe essere stata solo la diretta conseguenza di qualche altra cosa.

Ma sono convinto che bisognia prendere atto della situazione. Molti problemi della scuola italiana, non solo del Liceo Garofano, derivano dai professori. Alcuni di loro difficilmente potrebbero essere definiti idonei all’insegnamento.

Un professore dovrebbe essere in grado di insegnare a noi studenti, e di formarci. Non imbottirci di nozioni che probabilmente dimenticheremo dopo pochi mesi.

Non basta sapere per poter insegnare.

E questo lo dico e lo ripeto quì con la speranza di informare qualcuno che non è al corrente della situazione. Professori la cui umiltà è pressocchè nulla e che va di pari passo con la capacità di giudizio, professori incapaci di trasmettere le loro conoscenze, professori che hanno lacune mostruose, professori che hanno problemi di salute che compromettono l’insegnamento.

E posso anche fermarmi qui, perchè ognuno di voi sa di cosa sto parlando.

Ora, questo non dipende dalla nostra scuola. Non si possono licenziare i professori in tronco. Spesso noi studenti dimentichiamo che dietro la cattedra siede una persona.
Ma è l’intero sistema scolastico italiano che presenta lacune mostruose in questa e in molte altre cose.

Con questo intervento non voglio segnalare i docenti come unico fattore marcio nella scuola italiana. La situazione di un gran numero di studenti è molto più critica. Ma questa è un’altra storia.

Detto questo voglio aggiungere una piccola cosa che non rientra nell’argomento.
Molti di voi, molti di coloro che leggono, continuano a cercare di darmi un nome e un cognome senza capire che è inutile. Semplicemente inutile.

Io stesso non cerco di non farmi scoprire, semplicemente non rivelo la mia identità. Ma per un motivo ben preciso. Come già scritto in altre occasioni dietro questa maschera non vuole celarsi una persona che sfrutta un costume per dire delle cose che altrimenti non avrebbe il coraggio di dire.

No.

Dietro questa maschera si celano tutte le persone che si ritrovano in quello che scrivo.

Fiducioso che lo capiate, Vostro

V

4 Risposte a “Frugando per la galleria”

  1. Non avevrei mai fatto un osservazione del genere :D complimenti…

  2. sempre daccordo con ciò che scrivi…^^

  3. ciao V… sembra che in qst intervento parli di me… si si… io… costretta a lasciare questa scuola proprio x colpa dei professori che nn meritano il loro posto… e vabè… quello ke stio passando mi aiuterà a diventare una persona più forte… e a finale mi sa ke dovrò pure ringraziarli…

  4. Brazil22 Dice:

    Ciao V sono Michele Carusone VD nato il 221\89 a Fortaleza in Brasile nello stato del Cearà. Sono stato adottato all’età di circa 3 mesi e come tutti ho i miei problemi, le mie paure e commetto anche tanti errori ma a differenza di te ho una certa onestà intellettuale infatti non ho problemi a parlare di me e soprattutto delle mie situazioni familiari, anche perchè non ce n’è motivo. Non credere che io abbia voluto suscitare la compassione di qualcuno, ti ho detto della mia adozione solo perchè è una cosa che non molti direbbero con facilità……In ogni caso mi dispiace di non poterti conoscere di persona anche se qualcuno mi ha detto chi sei. Io non verrò da te ma spero che lo faccia al più presto.

    P.S.
    Ti lascio il mio contatto di msn: fortaleza89@hotmail.it ciao

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